Taijispot

Il ferro avvolto nel cotone

La piccola struttura di Yang Shao Hou

Pubblicato da taijispot su Maggio 16, 2008

Il Taijiquan stile Yang divenne famoso attraverso l’abilità del suo fondatore, Yang Lu Chan, che fu così abile da guadagnare il prestigioso titolo di “Yang l’invincibile”. L’arte che Yang Lu Chan insegnava e praticava, con i suoi figli e i suoi studenti, era però differente dal Taijiquan stile Chen, reso popolare da Chen Fake, e da cui lo stile Yang del Taijiquan trae origine.

 


Yang Lu Chan, fondatore dello stile Yang

   

Si pensa che l’arte che Yang Lu Chan praticasse fosse una forma modificata delle stile Chen di Chen Chang Xin, che studiò sotto la guida di Jiang Fa. Wu Tu Nan, uno dei più rispettati maestri di Taijiquan, nelle sue conversazioni con Chen Xin, apprese che Jiang Fa imparò la forma di Chen Chang Xin e la modificò.

La vecchia forma del Taijiquan stile Yang insegnata da Yang Lu Chan e i suoi figli a Yung Nien, prima di trasferirsi nella capitale per insegnare alla corte imperiale, è ancora esistente ed è molto simile alla forma Yang moderna, ma allo stesso tempo dissimile dal Taijiquan stile Chen. Questo conferma comunque che l’arte insegnata da Yang Lu Chan non fu mai Taijiquan stile Chen. Essa conserva le caratteristiche della forma moderna del Taijiquan stile Yang, conserva le emissioni di forza (fa jing), ma allo stesso tempo differente dallo stile moderno del Taijiquan stile Chen nella postura.

 

YAng Shao Hou
Yang Shao Hou, formidabile combattente detto anche lui “Yang l’invincibile”

       

Yang Ban Hou guadagnò anche lui il nome di “Yang l’invincibile”, e la sua abilità fu seconda solo a quella di suo padre, Yang Lu Chan. Tuttavia non ebbe molti discepoli a causa della sua natura irrascibile e bellicosa. Suo nipote, Yang Shao Hou, fu affidato a lui come un figlio adottivo, ricevendone in cambio sia la sua abilità che la natura combattiva. Appartenente alla terza generazione della famiglia Yang, si è certi del fatto che Yang Shao Hou vide praticare e fu allenato, personalmente, dal nonno Yang Lu Chan. La sua abilità nel Taijiquan era superiore agli altri, ma siccome durante gli allenamenti non risparmiava nessuno, aveva pochi studenti. Yang Shao Hou divise il proprio prestigio con il ben più famoso fratello minore, Yang Cheng Fu e fu molto conosciuto per le già descritte abilità nel combattimento. Come suo fratello minore, non fu mai battuto da nessuno.

L’arte di Yang Shao Hou

Quando Yang Shao Hou rese pubblica per la prima volta la sua arte, la sua forma era la stessa del fratello minore, Yang Cheng Fu. Più avanti negli anni, insegnò soltanto a studenti esperti che conoscevano già in maniera approfondita la “grande struttura” del Taijiquan Yang. A questi insegnò la “piccola struttura” che veniva eseguita molto velocemente, ma senza perdere le qualità della grande struttura come, ad esempio, la rilassatezza, l’affondare il qi nel dantien, la calma e la continuità nel movimento. Gli oltre 200 movimenti della forma venivano eseguiti molto velocemente, in 2 o 3 minuti.

Questa forma prendeva il nome di “piccola struttura” grazie ai suoi movimenti compatti, che comunque deve essere distinta dalla “piccola struttura” di Yang Lu Chan e Yang Ban Hou insegnata alla corte imperiale. Questa forma arriva oggi fino a noi attraverso il lignaggio di Wu Chien Chuan. Tuttavia ci sono degli elementi comuni nelle due forme della “piccola struttura”. La piccola struttura di Yang Shao Hou è essenzialmente una combinazione di elementi della “grande struttura” e della “piccola struttura” e viene eseguita velocemente. Secondo Wu Tu Nan, la piccola struttura di Yang Shao Hou è conosciuta anche come la “forma comune”. Si pensa sia stata creata originariamente da Yang Lu Chan che sintetizzò l’essenza del suo Taijiquan in questa forma avanzata da combattimento.

Questa forma può essere imparata solo dopo aver raggiunto alti livelli di conoscenza nella “grande struttura”, quindi non è questa stessa eseguita velocemente. E’ differente dalla “Boxe lunga” di Yang Cheng Fu, anche se vi sono elementi simili e simili teorie sull’allenamento.

Il Taijiquan di Yang Shao Hou mostra la conoscenza di avanzati livelli di abilità che sono un’estensione delle basilari conoscenze di “sensitività”, controllo del proprio baricentro e della propria posizione di vantaggio rispetto all’avversario per arrivare così ad una robusta emissione di forza. Queste abilità includono oltre l’attacco dei punti vitali, la rottura e il bloccaggio delle ossa, la divisione dei tendini, il bloccaggio e il controllo dei punti di pressione per regolare l’afflusso del sangue, anche spettacolari emissioni di forza (fa jing) a grande velocità e in movimento, con tecniche in continuo mutamento così da non lasciare respiro all’avversario. Ma tuttavia, senza padroneggiare prima le abilità fondamentali, quelle avanzate non potevano essere imparate ed applicate.

Quando Yang Shao Hou eseguiva la forma, i suoi occhi seguivano la direzione dei movimenti, scattavano e allo stesso tempo guardavano in ogni direzione e spesso, durante una combattimento, assumeva un sorriso beffardo sul proprio viso urlando per distrarre l’avversario. Anche se i suoi movimenti erano rilassati, profondi e continui, la sua forma era così rapida che sembrava sfrecciare in ogni direzione. Quelli che lo vedevano combattere ed eseguire la forma lo ammiravano e molti desideravano acquistare la sua abilità. Tuttavia ben pochi riuscivano a sopportare il duro allenamento necessario ad acquisirle.

Sebbene Yang Shao Hou avesse solamente pochi studenti, possiamo ritenerci fortunati che la sua forma esista ancora oggi, anche se è conosciuta e praticata da un limitato numero di maestri ed allievi. Le abilità avanzate necessarie a praticare correttamente la forma sono visibili ancora oggi, ma a volte non correttamente interpretate. Così, imparare la forma prima di capirla , dà soltanto l’estetica del movimento e non l’essenza dell’arte. Facendo così non si potrà mai apprenderla appieno!

La forma della “Piccola struttura”

La piccola struttura di Yang Shao Hou consisteva in 73 tecniche, per un totale di più di 200 movimenti. Nella postura era simile alla “grande stuttura” e prendeva alcune tecniche dalla forma antica Yang come ad esempio “Girarsi con doppio colpo di gamba”. La postura era quindi un misto della grande e della piccola struttura Yang insegnata da Yang Lu Chan e Yang Ban Hou alla corte imperiale. Nei primi tempi, prima che l’arte fosse resa pubblica, soltanto alcuni studenti imparavano la “grande struttura”, mentre alla corte imperiale veniva subito insegnata la “piccola struttura” perchè più adatta per combattere con i lunghi abiti imperiali. Così c’erano molte tecniche simili alla “piccola struttura” Yang, così come tramandata da Quan Yu a suo figlio Wu Chien Chuan. Le tecniche “pugno sotto il gomito”, “respingere la scimmia” e la prima “postura bassa” somigliano tutte a quelle della forma di Wu Chien Chuan.

Quando si iniziano ad imparare, le tecniche vengono praticate lentamente e con molta fatica, ad una velocità maggiore della “grande struttura” ma non ancora alla velocità finale. La forma viene eseguita una tecnica alla volta con brevi sequenze, fino a che la resistenza degli studenti e l’esercizio porti ad unire le brevi sequenze insieme fino a formarne l’intera. Nell’insegnare la forma, Yang Shao Hou spesso faceva praticare i propri studenti su una specie di tavolino alto per assicurasi che imparassero a gestire le brevi distanze.

La forma faceva frequente uso delle “postura vuota” che ha le gambe unite e le ginocchia piegate con il peso e la radice su una gamba e veniva frequentemente utilizzata come una veloce chiusura. L’intera forma veniva eseguita in maniera agile e stabile, e la parte superiore del corpo doveva avere una postura “a filo di piombo”. La potenza dietro ogni tecnica veniva generata dall’intero corpo mosso in coordinazione.

Le abilità e le tecniche dello stile Yang in combattimento

Le forme del Taijiquan Yang sono i mezzi con cui vengono rese evidenti la qualità combattive. Tutte le forme dello stile Yang del Taijiquan possiedono, al loro interno, abilità (o tecniche) avanzate. Tuttavia, ogni diversa forma, e il modo in cui vengono eseguite, danno significativi aspetti a queste abilità.

Le componenti base del combattimento richiedono stabilità, efficienza, unità della mente e del corpo, sensitività, controllo del centro, posizione di vantaggio e agilità. E ‘ da queste abilità che quelle avanzate vengono sviluppate. Il controllo del baricentro, è l’aspetto più importante del Taijiquan stile Yang in combattimento. Ma contrariamente a quanto molte persone pensano, squilibrare l’avversario per farlo cadere, e poi colpirlo, non è la sola tecnica utilizzata nel Taijiquan stile Yang, anche se viene spesso usata quando non si vogliono causare danni gravi o seri traumi al proprio avversario.

In ogni caso, per gli avversari pericolosi, queste abilità risultano utili. Queste tecniche sono basate tutte sulla sensitività e sul controllo del baricentro. Esistono vari tipi di tecniche da poter utilizzare. Ognuna di queste, però, può essere insegnata solo da un maestro esperto.

Una delle più “interne” di queste abilità, ma che attualmente non può considerarsi tale visto che è “soltanto” l’attaccare i punti vitali dell’avversario e il “Dian Xue”o “pressione dei punti vitali”. La pressione dei punti vitali in combattimento può causare danni gravi, la paralisi o anche la morte. Dissimilmente dal “colpire” i punti vitali, la pressione richiede all’esecutore della tecnica un minimo sforzo fisico con massimo risultato offensivo.

Il bloccaggio delle articolazioni è una tecnica presente anche nelle arti marziali esterne. Il concetto che sta alla base è bloccare l’avversario con delle leve articolari. Nel Taijiquan stile Yang il bloccaggio delle articolazioni dell’avversario e le leve, una volta applicate, devono essere utilizzate in maniera appropriata.

La rottura delle ossa è invece differente. Non ha importanza quanto una persona sia morbida o robusta, perchè le ossa saranno sempre dure e rigide. La rottura delle ossa utilizza la conoscenza dell’ampiezza del movimento delle articolazioni e delle giunture nel corpo per poi romperle, e neutralizzare così l’avversario. Anche in questo caso, la conoscenza del proprio corpo e del movimento sono abilità necessarie per la corretta applicazione e l’efficacia di questo tipo di tecniche.

La “divisione dei tendini” è simile alla slogatura dei muscoli. Qui vi è di nuovo il peso stesso dell’avversario contro la forza bruta. La struttura muscolare deve essere ben conosciuta ed individuata assieme all’attacco e alle intersezioni dei muscoli e dei tendini perchè queste tecniche risultino efficaci.

Bloccare e controllare la circolazione sanguigna attraverso i punti di pressione può provocare la paralisi dell’avversario o fargli perdere momentaneamente l’uso degli arti a causa del cattivo afflusso di sangue. Ciò è differente dall’attacco ai punti di pressione perchè, in questo caso, sono le arterie ad essere presi in considerazione. Come al solito, sono il peso dell’avversario e il suo stesso movimento a rendere efficace l’attacco.

L’attacco psicologico fa parte anch’esso delle abilità avanzate, giocando sulle emozioni e sulla psicologia dell’avversario. Sia Yang Ban Hou che Yang Shao Hou sono ricordati per le loro espressioni e i loro stati d’animo nell’esecuzione della forma e nel combattimento, in quanto emettevano urla e grida in particolari momenti. Questo serviva a causare paura, shock e indecisione nell’avversario.

La “piccola struttura” di Yang Shao Hou oggi

Sfortunatamente Yang Shao Hou insegnò la sua forma soltanto ad un ristretto gruppo di allievi. Oggi di conseguenza sono veramente poche le persone che conoscono e praticano la sua forma. Come la “Boxe lunga” del Taijiquan anche la “piccola struttura” è una forma avanzata che veniva insegnata soltanto a chi aveva imparato la “grande struttura”. Solamente alcuni allievi selezionati, e i primi allievi riuscirono ad imparare queste forme avanzate. Questo sicuramente a causa della mancanza di tempo dei maestri, impegnati a viaggiare per le città e che si fermavano in ogni località poco tempo alla volta.

La “piccola struttura” del Taijiquan stile Yang rappresenta un’aspetto dell’arte di cui si conosce ben poco l’esistenza. Sebbene la “piccola struttura” sia differente dalla grande struttura, i suoi principi e le sue teorie rimangono le stesse. Essa è una chiara rappresentazione del Taijiquan stile Yang nella sua massima espressione: un’arte marziale mortale e una delicata disciplina di benessere che dona longevità e, allo stesso tempo abilità nel combattimento, forma fisica e una buona mobilità del corpo.

Libera traduzione dall’inglese dell’articolo “Yang Shao Hou’s Small Frame”  di Peter Lim Tian Tek. Ogni diritto dei relativi proprietari .

Risorse e riferimenti:

 

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Taiji Quan - Tecnica di lunga vita (Libro)

Pubblicato da taijispot su Maggio 6, 2008

Il libro di Catherine Despeux, Taiji Quan - Tecnica di lunga vita” della Edizioni Mediterranee è di gran lunga il miglior testo in italiano sul Taijiquan (sebbene tradotto dal francese, e chi mastica anche poco la lingua d’oltralpe se ne accorgerà .ndt) che abbia finora letto.

Di solito, i libri tradotti nella nostra lingua si limitano a trattare superficialmente la materia o, al contrario,troppo approfonditamente. Catherine Despeux è una studiosa e praticante del Taoismo nonchè sinologa, e nella prima parte del libro si vede. Le informazioni trasmesse sono molto approfondite e le citazioni dei testi originali abbondano ma l’autrice non si dilunga mai troppo su un argomento riuscendo ad essere concisa e fluida (merito del Taijiquan? ;-) .ndt).

La parte teorica , senza privilegiare nessuno stile in particolare, è molto colta e permette di afferrare alcuni elementi che senza un lungo allenamento, un buon maestro, tanta pratica e tanto studio è impossibile comprendere e padroneggiare.

La parte pratica, completa di illustrazioni, spiega la forma tradizionale di Yang Cheng Fu con relative applicazioni marziali (interessante il commento in alcune di loro, specialmente quella contenuta ne ”Il serpente bianco dardeggia la lingua” ,che viene descritta dall’autrice come una tra le più letali della scuola Yang .ndt). Si continua con il Tui Shou (teoria e pratica), brevemente trattato, e una forma a due per l’applicazione marziale della forma (duilian) già segnalata da Taijispot su questo “discusso” articolo.

Ma la parte più interessante è sicuramente l’ultima, in cui viene descritta la pratica e la teoria della scuola Chen del Taijiquan, in generale, che comunque (tanto di cappello per l’umiltà .ndt) viene illustrata soltanto in rapporto al Trattato illustrato del Taijiquan della famiglia Chen” scritto da Chen Xin (detto anche Chen Pinsan) dato che l’autrice non conosce il Taijiquan Chen.

Sicuramente, nel momento in cui scrivo questa è l’unica fonte pubblicata in italiano sul famoso manoscritto.

Consiglio questo libro ai veri appassionati visto che tanti passi e informazioni potrebbero risultare ostiche a chi è ancora a digiuno di teoria. Per quello consiglierei altro ma non questo libro!

Risorse:

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Novità: da oggi il nuovo dominio .com per Taijispot

Pubblicato da taijispot su Aprile 29, 2008

Innanzitutto devo ringraziare chiunque visiti Taijispot, perchè l’enorme numero di accessi che stà avendo in quest’ultimo periodo mi riempie d’orgoglio.

Un progetto avviato come un hobby, a poco poco sta diventando una cosa seria! Di seguito, ma non senza importanza, voglio ringraziare, oltre a tutti i “silenziosi” autori di altri siti da cui prendo notizie e informazioni (ma che mi premuro sempre di citare! .ndt), anche i miei maestri che hanno accettato di buon grado di supportarmi, anche se non ufficialmente, in questo mio progetto. Quindi un ringraziamento speciale va (in ordine gerarchico .ndt) alla maestra Carmela Filosa (sempre prodiga di complimenti), al maestro Vito Marino (i cui articoli su Taijispot sono alcuni tra i più letti), al maestro Riccardo Lombardo (che usandomi come “uomo di legno” mi fa divertire da morire, non esageriamo però! .ndt).

A loro, ma anche a Ivana Vinci, Elisa, Giovanna, Antonio e Giuseppina e a tutti i compagni di studi e pratica (anche a distanza…forza Mario Lucci…di nuovo campione italiano…e forse a breve autore di Taijispot?) dedico il mio lavoro su questo blog.

Da oggi, quindi, Taijispot è accessibile anche presso il dominio http://www.taijispot.com ! 

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Campionato Italiano Wushu Tradizionale 2008 - Le foto

Pubblicato da taijispot su Aprile 28, 2008

Come già scritto precedentemente, Taijispot ha presenziato ai campionati italiani di Wushu tradizionale del 2008, tenutisi a Viagrande (Catania) il 26 e 27 Aprile. Spiccatamente di parte (io tifo Napoli, tiè! .ndt), questo blog ha seguito sopratutto le eccellenti esibizioni degli atleti Qingfeng e Tenglong (visibilmente sopra la media rispetto agli altri! .ndt), apprezzando comunque le buone prestazioni degli altri atleti.

Ecco alcune delle foto dell’evento!

Chiunque vorrà contribuire con le proprie foto e i propri filmati dell’evento potrà lasciare un commento con il proprio indirizzo di posta elettronica e/o il proprio sito o link ipertestuale. E’ ben accetto qualsiasi contributo fotografico e video di qualsiasi stile (interno ed esterno).

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10° Giornata mondiale del Taijiquan e del Qi Gong (2008)

Pubblicato da taijispot su Aprile 23, 2008

Il 26 Aprile 2008 sarà la 10° giornata mondiale del Taijiquan e del Qi Gong, manifestazione che si tiene ogni ultimo sabato di Aprile in tutte le nazioni del mondo. La giornata mondiale del Taijiquan e del Qi Gong ha lo scopo di promuovere, senza fini di lucro, tutte le attività collegate alla medicina tradizionale cinese (MTC).

Varie e molteplici sono le iniziative realizzate in tutto il mondo durante questa giornata. Spesso si svolgono sessioni pubbliche di Taijiquan nei parchi e nelle zone pubbliche delle città, ma anche in posti “inusuali” come ricoveri per anziani, prigioni e ospedali.

Durante la giornata mondiale del Taijiquan e del Qi Gong, non si privilegia nessuno stile rispetto ad altri, poichè la missione principale della manifestazione è informare il grande pubblico sui benefici effetti che la pratica può avere sull’organismo e sullo stile di vita in generale di ogni individuo.

La giornata mondiale del Taijiquan e del Qi Gong è stata ufficialmente riconosciuta dalla Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni unite (UNWHO) all’interno dell’iniziativa “Move for Health”.

Per maggiori informazioni basta consultare il sito internazionale della manifestazione  (a mio avviso di dubbia utilità ed efficacia, .ndt) oppure effettuare un ricerca su Google per vedere quali siano le manifestazioni organizzate nella propria città. Infine è possibile visitare la voce dedicata su Wikipedia.

 

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Taijispot candidato ai Sicilian Web Awards 2008

Pubblicato da taijispot su Aprile 23, 2008



Taijispot è candidato come miglior blog siciliano del 2008. Per supportarlo clicca sull’immagine e vota sul sito dell’iniziativa.

Ecco il link per votare

 

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Campionato italiano Wushu tradizionale 2008

Pubblicato da taijispot su Aprile 21, 2008

Il 26 e 27 Aprile 2008 si terrà a Viagrande (Catania) il campionato italiano di Wushu tradizionale (stili interni ed esterni). Per maggiori informazioni visitate il sito della FIWUK. Le scuole della maestra Carmela Filosa e del maestro Stanislao Falanga saranno presenti con una consistente delegazione dei propri atleti. Anche Taijispot sarà presente per documentare l’evento.

Risorse:

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Corso Istruttori di Taijiquan stile Chen Xiaojia 2008/2009

Pubblicato da taijispot su Aprile 15, 2008

E’ in fase di organizzazione a Palermo, per l’anno 2008/2009, un Corso Istruttori di Taijiquan stile Chen Xiaojia, organizzato in 4 weekend l’anno. Il corso sarà tenuto dalla Maestra Carmela Filosa, XXI generazione della famiglia Chen, Vice-Presidente della ISCT International e Presidente della ISCT per l’Italia. Il corso e’ frutto della collaborazione tra la ISCT e la FedIKA.
Per informazioni rivolgersi al Maestro Riccardo Lombardo, tel 328 6956223

Risorse:

 

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La “Piccola Struttura” del Taiji Quan stile Chen

Pubblicato da taijispot su Aprile 11, 2008

L’articolo è stato pubblicato in origine su “Shaolin Yu Taiji”, 9/2002, scritto da Jian Ge; tradotto dal cinese e redatto da Jarek Szymansky. Traduzione dall’inglese di Carmela Filosa.

Il Taijiquan stile Chen ha avuto origine nel villaggio Chenjiagou, distretto Wen, provincia dell’Henan. Fu creato da Chen Wangting, discendente di nona generazione del clan Chen, tra la fine della dinastia Ming e l’inizio della dinastia Qing, sulla base delle vecchie arti marziali che erano state tramandate all’interno della famiglia.

Chen Wangting perfezionò l’arte e creò cinque serie di Taijiquan, cinque serie di pugni (Wu Tao Chui), Tredici Posture (Shi San Shi) come pure il Pugno di Cannone (Pao Chui), sequenze con armi (lancia, sciabola, spada, bastone, mazze, frusta, ecc.) ed in special modo metodi unici di Spinta con le Mani (Tui Shou) e Lance Appiccicose (Zhan Qiang). In questo modo fu creato un sistema di arti marziali davvero completo.

Nel processo di evoluzione durato oltre trecento anni, lo Yang, il Wu (Jianquan), il Wu (Yuxiang), il Sun, il Zhaobao ed altri stili sono derivati dal Taijiquan stile Chen.

 All’interno del sistema di Taijiquan stile Chen, la “Piccola Struttura” (Xiao Jia) è il metodo di pratica più tradizionale.  

Introduzione alla “Piccola Struttura” del Taijiquan Stile Chen

La pratica del Taijiquan stile Chen enfatizza la riduzione dei cerchi da grandi a piccoli, quindi da piccoli a “non cerchi” - il picco della perfezione nell’arte.

Storicamente il Taijiquan stile Chen non era diviso in “Grande Struttura” e “Piccola Struttura”; comunque, per quanto concerne il metodo della pratica, l’insegnante, per aiutare lo studente ad imparare i rudimenti dell’arte più velocemente, ingrandiva i movimenti della routine, in modo che lo studente cominciasse ad imparare prima dai cerchi esterni, grandi. Dopo un periodo di pratica, quando lo studente aveva già imparato a muoversi in modo rotondo, circolare, i cerchi grandi erano gradualmente ridotti in piccoli, i cerchi esterni in interni, la forza spiraleggiante ‘come avvolgere un filo di seta’ (Chan Si Jin) veniva trasferita lungo i percorsi della forza (Jin Lu) sul dorso, le braccia e le gambe; in questo modo sarebbe stato raggiunto il livello alto di abilità – i cerchi non sarebbero stati espressi fuori.

Durante lo sviluppo del Taijiquan, questi metodi differenti di pratica furono chiamati “Grande Struttura” e “Piccola Struttura” (“Grandi Cerchi” e “Piccoli Cerchi”).

Anche i praticanti della Grande Struttura enfatizzano la riduzione graduale dei cerchi da grandi a piccoli, mentre nella pratica della Piccola Struttura i cerchi sono dapprima ingranditi. I processi della pratica della Grande Struttura e Piccola struttura sono fondamentalmente molto simili, per questa ragione è detto che “la Grande struttura non è grande, la Piccola struttura non è piccola”. 

La Grande Struttura del Taijiquan stile Chen cominciò a diffondersi nel mondo esterno a causa del fatto che le generazioni successive della famiglia Chen lavoravano come scorta alle carovane o conducevano affari fuori del villaggio; specialmente quando Chen Fake (discendente di 17° generazione della famiglia) e Chen Zhaopei (18° generazione) furono ufficialmente invitati ad insegnare arti marziali a Pechino e Nanchino, la Grande Struttura si era diffusa ed era divenuta nota alla gente comune. Poiché la Piccola struttura è stata tramandata solo all’interno del clan familiare e a causa dei requisiti molto severi riguardo alle relazioni tra insegnante e studenti, essa rimane ancora quasi sconosciuta. Comunque, oggigiorno, esponenti della “Piccola Struttura” dello stile Chen hanno già cominciato ad insegnare a gente esterna, ma, dato che sono partiti più tardi, lo stile non è ancora molto diffuso. 

I rappresentanti contemporanei della “Piccola Struttura” del Taijiquan stile Chen sono: Chen Kezhong, Chen Boxiang (entrambi discendenti di 18° generazione), Chen Liqing, Chen Lixian, Chen Boxian (19° generazione), ecc. 

Il “Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen” (Chen Shi Taijiquan Tu Shuo) scritto da Chen Xin (16° generazione) e considerato la ‘Bibbia delle Arti Marziali’ (Wulin Shengdian), descrive i movimenti che sono praticati all’interno del sistema della “Piccola Struttura”. L’ “Introduzione” (Zi Xu) stessa di Chen Xin al “Trattato Illustrato” dice:  

“Temo il passare del tempo e non ho la pazienza per aspettare ancora; temo anche che (l’arte marziale) si dividerà in scuole e branche e che la vera conoscenza andrà persa. Per questa ragione nel mio tempo libero faccio tutto ciò che posso per spiegare e chiarire i segreti profondi (dell’arte), e descriverla dettagliatamente.” 

In tutto il libro non c’è alcun cenno alla divisione del Taijiquan stile Chen in Grande Struttura e Piccola struttura. Questo prova che lo stile documentato nel “Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen” dovrebbe essere il più vicino all’arte originale creata da Chen Wangting. 

Le caratteristiche della “Piccola Struttura” del Taijiquan Stile Chen  

1. Metodo del corpo (Shen Fa): “Il corpo non deve salire su e ondeggiare in modo disattento, più basso che alto, si muove su un solo livello.”

Durante la pratica delle sequenze il corpo non deve muoversi ora basso ora alto e senza attenzione ondeggiare a sinistra e destra; l’Intenzione (Yi) deve affondare in basso, il baricentro deve essere tenuto basso e fondamentalmente su un solo livello (a parte movimenti come “Calcio battuto e spaccata a terra” – Bai Jiao Xia Cha; Il Gallo d’oro su una sola zampa – Jin Ji Du Li; Il Drago che si stende per terra – Pu Di Long, ecc.). 

2. Tecniche di mano (Shou Fa): “Entrambe le mani non devono ruotare (trascuratamente), ci deve essere una forza di chiusura fra loro, il Qi penetra sottilmente all’interno delle dita; quando si muovono le mani verso l’alto non si devono oltrepassare le sopracciglia, le si muovono in basso rilassandole; quando si gira (cioè muovendo le mani) all’interno (cioè davanti al corpo) il pollice può andare lungo la linea centrale, quando si muovono (le mani) all’esterno non le si stende troppo lontano, affondando in basso la punta del gomito; questo non si allunga troppo avanti (Tan), né lo si tiene troppo vicino (Jia), si contrae il costato, la pelle sulle costole e le mani si devono toccare l’un l’altra (Shu Lei Xiang Mao Fu Xiang Ai)”.

Quando tutt’e due le mani chiudono (He), (cioè sono girate l’una verso l’altra), non devono fronteggiarsi l’un l’altra completamente ma piuttosto formando un certo angolo – questo è chiamato “Quattro Sei, Yin e Yang”; il palmo è a forma di tegola, il pollice ed il mignolo sono chiusi (He, per esempio si muovono l’uno verso l’altro), l’Intenzione (Yi) è su pollice, indice e medio; la linea centrale del corpo determina la portata del movimento per ogni mano, ogni mano controlla metà del corpo; nei suoi movimenti verso l’alto la mano non dovrebbe andare più in alto del livello dei sopraccigli, quando si muove verso il basso ci si dovrebbe concentrare sul rilassamento; quando la mano si muove in fuori, non bisogna estenderla troppo lontano (Tan); quando la mano ritorna, non bisogna tenerla troppo vicina al corpo (Jia), ma lasciare un po’ di spazio extra, seguendo esattamente i principi.

3. Lavoro dei piedi (Bu Fa): “Non porre mai i piedi a forma di ideogramma Ba (otto – che è simile alla lettera latina “V” scritta sottosopra – cioè con la punta dei piedi rivolta in obliquo in fuori) e Ding (simile alla lettera “T”, cioè quando si forma un angolo retto fra i due piedi), ricordarsi sempre di chiudere (cioè muovere l’una verso l’altra) la punta dei piedi; più peso del corpo è sulla parte interna dei piedi, l’alluce ed il secondo dito guidano (il piede); le torsioni sono sui talloni, un passo grande è lungo quanto una gamba, un passo piccolo è lungo quanto un piede in verticale”.

A causa della necessità di aprire le anche ed arrotondare la biforcazione delle gambe, entrambi i piedi dovrebbero essere tenuti paralleli l’uno all’altro e mai posti con le punte rivolte in fuori (a forma di lettere “V” o “T”), altrimenti la giuntura dell’anca non sarà piegata e la biforcazione delle gambe perderà la sua curva (e sarà a forma di lettera “V” – cosiddetta ‘biforcazione tagliente’ – e quindi il requisito di arrotondare il cavallo delle gambe non sarà soddisfatto); quando ci si muove dalle anche in basso usando la “forza a spirale contraria” (Ni Chan), il vettore della forza dovrebbe cadere sul lato interno del piede, sopra l’alluce ed il secondo dito; quando si fa un passo, non lo si dovrebbe estendere troppo lontano (Tan) – si dovrebbe essere in grado di fare un passo e ritirare indietro la gamba liberamente – nei passi grandi la distanza tra i piedi non dovrebbe essere maggiore  della lunghezza stessa della gamba, nei passi piccoli, non più corta della lunghezza del piede. 

4. “Avanzare piuttosto che ritirare, (muovere) la parte inferiore (del corpo) prima della (parte) superiore”: Il centro di gravità dovrebbe avanzare piuttosto che ritirarsi; quando si sposta il peso, la parte inferiore del corpo si muove prima di quella superiore. 

5. Metodo degli occhi (Yan Fa): “Lo Spirito (Shen) accompagna la mano anteriore, la testa non dovrebbe ondeggiare”.

L’Intenzione (Shen Yi) dovrebbe essere sulla mano anteriore, tuttavia gli occhi non dovrebbero essere fissi su di essa, la testa non deve oscillare seguendo i movimenti delle mani. 

6. Metodo della Forza (Jin Fa): “La biforcazione delle gambe si aprirà e sarà rotonda, non dovrebbe torcersi (Niu) od oscillare a sinistra e a destra orizzontalmente (Shuan)”.

Il sedere dovrebbe rilassarsi e distendersi in fuori verso ambo i lati, in modo che le anche “avvolgano” (come se si stesse cercando di abbracciare una grande palla con le gambe), l’articolazione dell’anca è tenuta ripiegata in dentro (le anche sono curvate), aprendo (Kai) dietro e chiudendo (He) davanti, così che la biforcazione delle gambe diventi rotonda; la biforcazione gioca il ruolo di un asse per gambe e vita, e durante la rotazione trasferisce la “Forza come avvolgere un filo di seta” (Chan Si Jin), detta anche “Forza a spirale” (Luo Xuan Jin), che “si avvolge” partendo dalle dita dei piedi lungo tibia e coscia fino al punto Hui Yin, dal corpo (punto Ming Men), spalla, braccio, radio, ulna e si avvolge fino alla punta delle dita; quando Yin e Yang si spostano (cioè il centro di gravità viene spostato da una gamba all’altra), le anche tracciano un arco basso in dietro; le anche sono come un vassoio, ricordarsi di non torcerle né oscillarle mai a sinistra e a destra orizzontalmente (lungo una linea dritta); entrambe le anche dovrebbero tracciare una figura a “∞” e la forza non dovrebbe rompersi, la spirale (Chan) dovrebbe circolare a forma di “~”  (Bei Si Kou); la forza dovrebbe essere piena, senza eccedenze o deficienze. 

7. Molti cerchi verticali, pochi cerchi orizzontali: La ragione del muovere lungo cerchi verticali è di trasmettere la forza (che sorge dai piedi) dal basso verso l’alto, tutto ciò nel rilassare (Song), affondare (Chen) e spostare (il peso) in modo circolare (Yuan Zhuan). Inoltre, è più facile mantenere la stabilità quando ci si muove lungo cerchi verticali. Per questa ragione la Piccola Struttura nel movimento usa soprattutto cerchi verticali o quasi verticali. 

8. Molti cerchi pieni, pochi archi: La ragione dell’uso di cerchi pieni è di rendere i percorsi della forza (Jin Lu) completi, di ridurre inutili e ripetuti “immagazzinamenti di forza” (Xu Jin), di raggiungere continuità nel neutralizzare (Hua) e colpire (Da), e lanciare un attacco con velocità.  

Sulle tracce delle fonti della “Piccola Struttura” del Taijiquan Stile Chen 

Prima di Chen Youben – discendente di 14° generazione della famiglia Chen ed erede di 6° generazione del Taijiquan stile Chen – era stato trasmesso solamente un unico metodo di pratica del Taijiquan e non c’era alcuna divisione in Grande e Piccola Struttura.

Chen Youben fu un personaggio chiave che giocò un ruolo epocale nel dividere il Taijiquan stile Chen in Grande e Piccola Struttura. 

Secondo quanto documentato nella “Genealogia della Famiglia Chen” (Chen Shi Jia Cheng), Chen Gongzhao, padre di Chen Youben, “raggiunse un’abilità (nel Taijiquan) pura e precisa, ed addestrò molti studenti con profonda comprensione (del Taijiquan)” (a Chenjiagou c’è una storia circa Chen Gongzhao che compete in forza con un bue impazzito); Chen Youben e Chen Youheng, suo fratello di sangue, “erano entrambi Xiang Sheng (studenti dell’antica scuola locale) ed impararono il Taijiquan, specialmente (Chen) Youben, che ricevette ‘la perla del dragone’ (cioè la vera trasmissione del Taijiquan), ed istruì i suoi figli ed i figli del fratello nell’arte (del Taijiquan), ebbe una vita modesta, sempre come se (la sua abilità) fosse inferiore (a quella di altri), a quell’epoca la maggior parte delle persone che eccellevano nel Taijiquan erano suoi discepoli. (…)

I discepoli di (Chen) Youben – Chen Qingping, Chen Youlun, Chen Fengzhang, Chen Sande, Chen Tingdong – ebbero notevoli risultati, anche Chen Gengyun chiamò (Chen Youben) maestro.

Chen Qingping passò (il Taijiquan) a He Zhaoyuan, Zhang Kai e Zhang Gaoshan della città di Zhaobao. (Chen) Youlun passò (il Taijiquan) a Li Jingyan e Zhang Dahong”. 

Dal documento precedente si può vedere che sia Chen Gongzhao che suo figlio, Chen Youben, erano artisti marziali di grandi risultati ed ebbero molti discepoli famosi; Chen Youben evidentemente ricevette la vera trasmissione del Taijiquan da suo padre. Inoltre, la Piccola Struttura esisteva già prima di Chen Youben. 

La Piccola Struttura combina durezza e morbidezza, c’è più morbidezza e meno durezza nella Prima Sequenza (Yi Lu), più durezza e meno morbidezza nella Seconda Sequenza (Er Lu). Per di più, dato che la Piccola Struttura ha un sistema teorico davvero completo ed un severo metodo di pratica passo per passo, la gente a Chenjiagou la elogia come “Struttura del Gongfu” (Gongfu Jia) o “Struttura Speciale” (Kan Jia Quan; Kan Jia significa letteralmente “badare alla casa”).

Non è che – come dicono alcuni libri – “Chen Youben, discendente di 14° generazione del clan Chen, fece alcuni cambiamenti alle routine originali, abbandonando gradualmente alcuni movimenti più difficili e vigorosi, e creò la Nuova Struttura (Xin Jia), detta anche Piccola Struttura, ampia quanto la Vecchia Struttura (Lao Jia). 

Poiché Chen Changxing faceva da scorta a carovane lontano da casa e tutto l’anno in giro, Chen Gengyun (figlio di Chen Changxing e discendente di 15° generazione del clan Chen), per poter lavorare insieme al padre chiese a Chen Youben, suo zio, di insegnargli.

Per aiutare Chen Gengyun a diventare abile nel più breve tempo possibile, Chen Youben, pur preservando la quintessenza della Prima Sequenza (in) Tredici Posizioni (Tou Tao Shi San Shi), mise enfasi sulle “esplosioni di forza” (Bao Fa Li), ingrandì i movimenti e allenò Chen Gengyun per oltre un anno.

Chen Youben e Chen Gengyun attraverso discussioni e studi minuziosi crearono un certo tipo di struttura; da allora, per differenziare quest’ultima dalla Prima Sequenza (in) Tredici Posizioni (Tou Tao Shi San Shi), la gente cominciò a chiamarle “Piccoli Cerchi” e “Grandi Cerchi”.

Chen Gengyun passò questa struttura ai membri della sua famiglia; essa fu anche insegnata a Chen Fake – suo nipote – che nel 1928 fu invitato a Pechino per insegnare arti marziali e rese questa struttura nota al pubblico.

Le generazioni successive cominciarono a riferirsi a questa struttura come “Grande Struttura” (Da Jia), ed invece al sistema tradizionale come “Piccola Struttura” (Xiao Jia). 

Dispute riguardo al “Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen” 

Perché il “Trattato Illustrato” descrive 64 posizioni e non 74? Perché Chen Xin mentre scriveva il “Trattato Illustrato”, “evitò il futile e si soffermò sull’importante”, scelse solo le posizioni essenziali e le descrisse, così non l’intera routine è annotata nel libro. Per esempio la Posizione di Preparazione (Yu Bei Shi), la Chiusura (Shou Shi) ed alcuni movimenti di collegamento o transitori non furono documentati. Sebbene alcuni di essi furono spiegati, tuttavia non furono elencati come posizioni separate (il “Libro dei Mutamenti” – Yi Jing – include 64 esagrammi, quindi è possibile che il numero delle posizioni nel libro di Chen Xin fu influenzato dal numero degli esagrammi nell’Yi Jing). 

Perché il libro è così oscuro e di difficile comprensione? Perché il “Trattato Illustrato” non è un testo per principianti. Esso fornisce una guida a quei praticanti che hanno già raggiunto un certo livello di abilità e di comprensione della teoria e stanno cercando più alti risultati.

Inoltre, prendendo in considerazione i modi specifici in cui sono scritte le composizioni classiche, la scarsità di periodi e virgole, l’uso di gerghi e dialetto locale in alcuni passaggi, tutto ciò rende il testo veramente difficile da essere compreso pienamente da un principiante o una persona senza almeno una conoscenza di base del Cinese classico. Per di più, poiché il significato di alcuni caratteri nel “Trattato Illustrato” differisce da quello del Cinese moderno, nel processo di apprendimento si dovrebbe combinare l’esperienza derivante dalla pratica per capire l’essenza del libro. 

Alcune parti cruciali sono semplicemente omesse. Per esempio in alcune parti il libro descrive solo il fine della pratica, ma non spiega il metodo ed il processo per conseguire questo fine.

Forse a causa della mentalità conservatrice al tempo di Chen Xin e dell’influenza dell’idea tradizionale di “darti la medicina ma non dirti com’è fatta”; probabilmente a causa della limitatezza delle parole nel rendere le sue idee, alcune cose che possono essere trasmesse solo attraverso l’insegnamento diretto non potrebbero essere spiegate nel libro.

 Il “Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen” (pubblicato nel 1931) contiene alla fine la “Spiegazione di Du Yuwan della Formula Rimata Ricevuta da Jiang Fa dal suo Insegnante dello Shanxi” di Du Yuanhua; questa “Formula Rimata” (Ge Jue) divenne un argomento importante per l’opinione che “Wang Zongyue insegnò a Jiang Fa, Jiang Fa insegnò a Chen Changxing o a chen Qingping”, e per trarne la deduzione che Chen Xin realmente ammise che il Taijiquan stile Chen fu trasmesso da Jiang Fa. Per quanto non importi se questa “Formula Rimata” sia reale o falsa e come le frasi siano incoerenti, è sufficiente verificare che c’è una frase “riveduto e corretto da Du Yuanhua (Yuwan) di Qinyang” nell’appendice (cioè “La lista dei redattori che hanno riveduto e corretto il ‘Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen’”) alla fine del libro. Da ciò si può capire che la “Formula Rimata” fu aggiunta da Du Yuanhua molti anni dopo la morte di Chen Xin.

Quest’azione di Du – che usò il lavoro di qualcun altro per perorare le sue proprie idee – non sarebbe dovuta essere adottata ed infatti è stata molto fuorviante.

Jiang Fa e Chen Changxing vissero nella stessa epoca – XVII secolo; Wang Zongyue (la sua biografia si può ritrovare nell’introduzione al “Manuale sulla Lancia Yin Fu” di Wang Zongyue scritta da un autore sconosciuto) e Chen Gongzhao pure vissero nella stessa epoca – XVIII secolo; Jiang Fa visse circa cento anni prima di Wang Zongyue, quindi la cosiddetta frase “Wang Zongyue insegnò a Jiang Fa” è ovviamente un errore, “Jiang Fa insegnò a Chen Changxing o a Chen Qingping” è ancor più senza fondamenta nei fatti. 

Libri sulla Piccola Struttura del Taijiquan stile Chen (tutti in Cinese):

Chen Xin (Chen Pinsan): “Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen” (Chen Shi Taijiquan Tu Shuo), 1933 (ristampato parecchie volte, ultima ristampa Shanghai 2000).

Chen Ziming: “L’Arte del Taijiquan della Famiglia Chen Trasmesso Attraverso le Generazioni” (Chen Shi Shichuan Taijiquan), 1932.

Fan Chunlei: “Famoso Pugilato Taiji Cinese – Spiegazione Dettagliata del Taijiquan della Famiglia Chen” (Zhongguo Taiji Ming Quan – Chen Shi Taijiquan Xiangjie), 1990. La versione riveduta e più completa di questo libro (è stata aggiunta la spiegazione della Seconda Sequenza) è stata pubblicata nel 2001 con il titolo “Famoso Pugilato Taiji Cinese – La Piccola Struttura del Taijiquan della Famiglia Chen” (Zhongguo Taiji Ming Quan – Chen Shi Xiao Jia Taijiquan) con Fan Chunlei come autore e Chen Liqing come consulente.

Shi Lei: “Il Taijiquan Stile Chen – La Struttura del Pugilato di Chen Xin” (Chen Shi Taijiquan – Chen Xin Quan Jia), 1999 (pubblicazione limitata solo per circolazione interna).

Chen Liqing: “La Piccola Struttura del Taijiquan Stile Chen” (Chen Shi Taijiquan Xiao Jia), 2001.

Risorse:

Questo articolo è stato pubblicato per gentile concessione della Maestra Carmela Filosa

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Intervista alla maestra Carmela Filosa (21ª gen. famiglia Chen)

Pubblicato da taijispot su Aprile 7, 2008

Domenica 2 Marzo 2008, presso la Palestra Bodyline di Paceco (Trapani) si è tenuto il seminario di Taijiquan stile Chen Xiaojia della Maestra Carmela Filosa, 21ª generazione della famiglia Chen (13ª nella trasmissione dello stile) e vice-presidente dell’ ISCT (International Society of Chen Taijiquan), associazione no-profit presieduta dai maestri Chen Peiju e Chen Peishan (20ª gen. della famiglia Chen) che si occupa di promuovere il Taijiquan stile Chen Xiaojia (Piccola Struttura) nel mondo.

Naturalmente non mi sono fatto scappare l’occasione di porgere qualche domanda alla maestra e il risultato potete leggerlo qui di seguito.

D: Maestra Filosa è un grande onore averla qui, ed è un grande onore avere l’occasione di imparare direttamente da lei i segreti del Taijiquan Chen Xiaojia. Il nostro è un seminario per neofiti. Come si pone una maestra della sua esperienza di fronte a chi si accosta per la prima volta al Taijiquan?

R: La Maestra Chen Peiju dice sempre: “non c’è miglior modo di imparare se non insegnando”. Dal punto di vista di insegnante, quindi, mi pongo nella condizione di accettare una sorta di ‘sfida’ ogni volta che mi trovo ad insegnare a dei principianti, se le cose sono chiare a me allora posso chiarirle a chiunque ed è molto stimolante vedere come dal nulla il Taijiquan prende forma anche in persone che magari fino a poche ore prima non sapevano nemmeno cosa fosse quest’Arte. Io stessa ho modo di imparare tante cose. Dal punto di vista di praticante, invece, osservando delle persone che muovono i primi passi (letteralmente!) nel Taijiquan, mi vengono in mente le mie prime esperienze, mi guardo indietro e ripenso al percorso che mi ha portato fin qui e penso anche che ognuno di noi ha una storia unica e un percorso irripetibile da chiunque altro.

D: In che modo ha cominciato lo studio del Taijiquan? Aveva già praticato qualche arte marziale, oppure ha iniziato proprio così?

R: No, non avevo praticato nessun altra arte marziale prima del Taijiquan e, se si escludono degli esperimenti ‘casalinghi’ sul terrazzo di casa con mio fratello maggiore (anch’egli molto appassionato) che mi ‘dettava’ i movimenti (presi da uno dei pochi libri in italiano che allora si trovava in commercio) ed io che cercavo disperatamente di capirci qualcosa, il primo vero studio è cominciato con mio marito, il maestro Stanislao Falanga, uno dei maggiori esperti in Italia di vari stili di Wushu, tra cui il Tongbei Quan, il Tanglang Quan, ecc.

D: La sua vita professionale si svolge soprattutto nella provincia di Napoli con l’insegnamento del Taijiquan nella sua e in varie palestre. Come si è accostata al mondo dell’estremo oriente? Quali sono stati i suoi punti di riferimento? 

R: Sin da piccola, non so perché, sono sempre stata affascinata dalla Cina e dalle Arti Marziali e il mio pensiero fisso era di riuscire ad andare in questo paese per vivere concretamente certe esperienze. Da ragazza, ai tempi del Liceo, mi sono accostata da sola alla lettura di tutti i libri che riuscivo a reperire sulla storia e la filosofia cinese, in particolare ero interessata al Taoismo come corrente di pensiero, tanto che a volte, in classe, durante l’ora di filosofia, avviavo mio malgrado degli accesi dibattiti con l’insegnante (che aveva un’enorme pazienza!) nella speranza di capire qualcosa di più di quello che era scritto sui nostri libri di testo (che in genere non trattano affatto le filosofie orientali). Dopo il diploma ho conosciuto un vero professore cinese, Philip Kwok, divenuto un carissimo amico della mia famiglia, che mi ha introdotta seriamente allo studio della cultura cinese e mi ha invogliata ad iscrivermi all’Università “L’Orientale” di Napoli per seguire un corso regolare di studi su questo paese che tanto mi affascinava. Da quel momento, quindi, è cambiato tutto e mi sono resa conto che la mia vita non poteva che seguire questa strada …

D: Torniamo al Taijiquan. Da quanti anni pratica quest’arte? Da quanti la insegna? Quali sono stati gli stili con cui ha iniziato prima di intraprendere lo studio del Taijiquan Chen Xiaojia? Quali difficoltà ha incontrato lungo