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Fu Chung Wen, che trascrisse gli insegnamenti di Yang Cheng Fu nel “Testo Fondamentale sul T’ai Chi”, fu per un intero ventennio discepolo del grande maestro, cui si deve la codificazione di ciò che s’intende per T’ai Chi Ch’üan di stile Yang. Il testo originale venne pubblicato in Cina nel 1936, a poco meno di trent’anni dalla morte di Yang Cheng Fu, con l’intento di conservare intatta la trasmissione di ciascuna sequenza che compone la Forma standard. Con successo, quest’opera è venuta guadagnandosi il merito di essere quanto di più credibilmente prossimo ci sia al cuore della tradizione didattica, se per tradizione s’intendano continuità formale e adesione ai principi filosofico-medici che stanno alla base dell’arte del T’ai Chi Ch’üan.

Questo libro è quello che qualsiasi praticante di Taijiquan stile Yang desidera leggere per capire l’essenza della “sequenza” lunga di Yang Cheng Fu (qui presentata in 85 movimenti) e il Tui Shou (spingere con le mani). Foto a corredo di ogni “forma” comprendente ogni “movimento” intermedio e relative frecce direzionali.

Molto interessante dal punto di vista informativo è anche la parte introduttiva con la prefazione di  Fu Chung Wen e i 10 principi fondamentali del Taijiquan di Yang Cheng Fu. A fine volume canzoni e poemi classici sul Taijiquan e il Tui shou.

Risorse:

Nelle sequenze del Taijiquan ci sono tre distinti tipi di “elementi”:

  1. Il movimento, che descrive una parte della forma (Es. la forma “abbracciare la tigre e tornare alla montagna” contiene 4 movimenti)
  2. La forma, che descrive un insieme di movimenti all’interno di una sequenza (Es. la forma “afferrare la coda dell’uccello” contiene 4 movimenti eseguiti in continuità uno dopo l’altro)
  3. La sequenza, che possiede una serie di forme ,che possono essere conteggiate in modo diverso (Es. la forma lunga Yang può avere 85 0 103 movimenti, ma alla fine è uguale nell’uno e nell’altro caso), ognuna composta da più movimenti.

Nel linguaggio comune non fa differenza se non si attribuisce il termine giusto all’elemento giusto. Fortunatamente non trattiamo di informatica ma di Taijiquan 😉 !!!

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