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Di seguito un’intervista al Dr. Vito Marino durante uno dei seminari  di Taijiquan stile Chen, presso la palestra Bodyline di Paceco (Trapani).

D: Ciao Vito! Sei un punto di riferimento per le discipline orientali nella nostra Sicilia e nella città di Palermo. Dalle tue note biografiche si delinea una ormai lunga carriera innanzitutto come medico, ma anche come operatore di Qi Gong, di varie tecniche di massaggio orientale e come maestro di Taijiquan. Vuoi raccontarci come hai iniziato e come ti sei avvicinato a queste discipline?

R: Fin dai 20 anni mi sono interessato alla pratica delle arti marziali, in particolare all’Aikido, disciplina giapponese con molti punti in contatto con il Taijiquan. Tra l’81 e l’82 ho abbandonato la pratica dell’Aikido e, dopo un breve periodo di Karate Contact mi sono dedicato al Taijiquan, di cui mi interessò fin dall’inizio il suo aspetto “interno”. L’idea di una pratica che fosse al tempo stesso un’arte marziale, un metodo di autocura e una disciplina di sviluppo personale mi ha intrigato fin dal primo momento.

D: Chi sono stati i tuoi primi maestri di Qi Gong e Taijiquan, e qual è stato l’impatto che hai avuto quando eri un neofita?

R: Anche se avevo iniziato la pratica del Qigong con i Maestri Maurizio Gandini e Li Xiaoming, posso considerare il mio primo Maestro di Qigong quello che è anche il mio Maestro di Medicina Cinese, il dr. Leung Kwokpo. Devo poi alla Maestra Li Suping la conoscenza e la mia attuale pratica del Zhineng Qigong, lo stile che considero a tutt’oggi uno dei più efficaci Per quanto riguarda il Taijiquan ho avuto diverse esperienze, ma ho seguito più a lungo il Maestro Maurizio Gandini, fondatore e caposcuola dell’Associazione “L’Airone, centro di pratica, studio e ricerca sulle discipline taoiste”. Dal 2003 sono allievo della Maestra Carmela Filosa.

D: Parliamo di Qi Gong. Il tuo libro “Zhineng Qigong – Manuale completo di teoria e pratica di Qigong” è appena stato pubblicato. Puoi spiegarci in poche parole cosa è il Qi Gong e quali sono le caratteristiche principali dello Zhineng Qigong?

R: Il Qigong è un metodo di sviluppo personale costituito da tecniche fisiche, respiratorie e mentali, praticate allo scopo di prevenire e curare le malattie, per migliorare e rendere la vita quotidiana più piena e soddisfacente, per migliorare le performance fisiche e psichiche. Il Qigong migliora la coordinazione motoria e la scioltezza muscolo-articolare, affina la coscienza, regola la respirazione, coltiva la “virtù” (“de”).

D: Quali sono i più immediati benefici che si possono trarre dalla pratica dallo Zhineng Qigong? Hai potuto toccare con mano i risultati della tua pratica?

R: La pratica del Qigong permette in breve tempo, tradizionalmente si dice in 3 mesi di pratica quotidiana, di rafforzare il sistema immunitario, riequilibrare le funzioni degli organi interni, migliorare la resistenza allo stress e alla fatica fisica e psichica. Personalmente mi sento più in forma ora, a 53 anni, di quando ne avevo 30!

D: Esiste un metodo di apprendimento dello Zhineng Qigong? C’è una “strada” da seguire nella pratica di questi tipo di Qi Gong?

R: Si. L’apprendimento del Zhineng Qigong ha, a mio avviso, tre “braccia”. Il primo è l’esercizio individuale, tenace e continuo, il secondo è lo studio della teoria, che deve accompagnare la pratica, il terzo è la pratica in gruppo, che permette di accelerare la “comprensione” del Zhineng Qigong attraverso la pratica all’interno del “campo energetico” creato in una classe di praticanti.

D: Puoi parlarci del rapporto che può esserci (se è possibile) tra Zhineng Qigong e Taijiquan? La pratica dell’uno e dell’altro può essere integrata per migliorare lo stato fisico e mentale del praticante?

R: Lo stesso Pang Ming, il fondatore del Zhineng Qigong, era un praticante di arti marziali cinesi, e molti dei suoi allievi storici lo erano. Inoltre, numerosi maestri e praticanti di arti marziali frequentarono la sua scuola anche allo scopo di migliorare la percezione dei movimenti di energia che avvengono all’interno e all’esterno del corpo durante l’esercizio delle arti marziali.

D: Parliamo di Taijiquan. Sei un maestro di Taijiquan stile Chen. Ma come hai iniziato? Sei partito un po’ come la maggior parte dei praticanti con lo stile Yang? A che livello sei arrivato prima di dedicarti allo stile Chen Xiaojia?

R: In effetti sono partito dallo stile Yang, in particolare ho studiato brevemente una forma lunga tradizionale per passare ben presto alla pratica del cosiddetto “Stile Yang semplificato di Pechino”, in particolare le forme 24 e 88 movimenti, oltre che allo studio del Tuishou e delle applicazioni marziali. Ho poi cominciato a insegnare soprattutto la forma 24 movimenti nel 1990.

D: Come hai scoperto l’esistenza dello stile Chen Xiaojia e come hai conosciuto la maestra Carmela Filosa (21° generazione della famiglia Chen)?

R: Come spesso succede per una serie di circostanze apparentemente fortuite. Avevo sentito parlare della Maestra Filosa da amici comuni di Napoli che erano stati allievi di Tang Lang del Maestro Stanislao Falanga, compagno della Maestra Filosa. Nel 2003 ho letto poi un articolo che parlava della Xiaojia su Arti d’Oriente, una rivista di settore, e, spinto dalla curiosità, invitai la Maestra a Palermo. Da allora seguo lo stile della Xiaojia, che considero, per la mia capacità di comprensione, lo stile in cui sono maggiormente visibili le applicazioni dei principi di cui si parla anche in articoli su Taijispot.

D: Come riesci a conciliare la distanza tra te e la tua maestra? Palermo e Napoli sono relativamente vicine, ma di sicuro non vi vedrete ogni giorno…

R: Proprio la distanza, e la conseguente pratica limitata a 3 o 4 occasioni l’anno molto “intensive”, sono state per me più una risorsa che un limite: ho dovuto sviluppare una modalità di apprendimento per così dire “molto concentrata”! La Maestra Filosa è, dal punto di vista dell’intensità della pratica, una “macchina da guerra”. Se tu sei disposto a lavorare non è certo lei a tirarsi indietro…

D: La tua professione di medico ha un’influenza sul tuo modo di praticare, insegnare ed imparare il Taijiquan? Avresti potuto essere anche un normale impiegato o un avvocato e praticare allo stesso modo?

R: Preferirei dire che la mia professione di medico ha sicuramente plasmato il mio particolare modo di coltivare la pratica e di associarla allo studio della teoria. Ma, tanto per fare un esempio, la Maestra Chen Peiju è laureata in Wushu, il Maestro Chen Peishan è un ingegnere, e la stessa Maestra Filosa è una sinologa, nessuno di loro esercita una professione sanitaria…

D: Torniamo allo Zhineng Qigong. Nell’immediato futuro, hai in programma altre iniziative per portare l’insegnamento del Qi Gong in Italia? Scriverai altri libri sull’argomento? Hai intenzione di tenere dei corsi o dei seminari sull’argomento?

R: Proprio a Febbraio partirà a Catania un Corso Biennale di Qigong e, in particolare Zhineng Qigong, “gemello” di quello che da Novembre ha avuto inizio a Palermo presso L’Espace, il Centro in cui insegno Taijiquan e Qigong. Altre iniziative si stanno muovendo a Milano e a Pomezia. E naturalmente sono ben disposto a diffondere con corsi o seminari il Zhineng Qigong dovunque ci siano degli interessati. Scrivere il libro “Zhineng Qigong – Manuale completo di teoria e pratica di Qigong” è stato faticoso, io e Ramon Testa abbiamo cominciato la sua compilazione nel Luglio 2006, per un totale di 1 anno e mezzo di lavoro. Però mi interesserebbe molto scrivere qualcosa sull’utilizzo del Qigong in ambiti specifici: la vitalità generale, il sistema immunitario e, perché no, il rapporto tra Qigong e arti marziali.

D: E il Taijiquan? Sei riuscito a diffondere lo stile Chen Xiaojia nella Sicilia occidentale, con l’apertura dei corsi di Palermo e i seminari di Paceco (Trapani). Pensi che sia possibile ampliare ulteriormente il numero di praticanti di questo splendido stile di Taijiquan?

R: Credo che sia impossibile per un sincero praticante di Taijiquan non cogliere l’aspetto “originale” dello stile della Xiaojia. Ampliare la base di praticanti, cosa su cui mi sto impegnando anche con l’aiuto prezioso del Maestro Lombardo e di altri allievi come Ivana Vinci, è essenziale perché “sboccino Cento Fiori e fioriscano Cento Scuole”.

D: Ok Vito, grazie e alla prossima!

R: Grazie a te e arrivederci!

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