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L’arte del Taijiquan è una delle più complesse e profonde nel panorama delle arti marziali. Si dice che se si vuole combattere usando il Taijiquan non bisogna mettere il naso fuori di casa prima di 10 anni almeno (tempo che presumo corrisponda ad un’allenamento “alla cinese” e cioè almeno 10 durissime ore al giorno minimo, ndt.). Apprendere la vera essenza del Taijiquan richiede tempo, dedizione ed un buon maestro.

Tuttavia anche essendo in possesso di questi requisiti, raggiungere il “Gong fu” (traducibile pressapoco con “abilità”) non è una strada rettilinea, ma tortuosa, lunga e piena di imprevisti.

 

“Non esiste in aria un posto
per l’ultima pietra del muro,
se già non hai collocato la prima
e le altre sotto di essa”

 

La via del Taijiquan non è quindi facile e rettilinea, e va affrontata un passo dopo l’altro. Un problema…una soluzione e così via. Soltanto il sacrificio e la dedizione portano al “Gong fu”. Chi non è disposto a fare ciò non potrà acquisire una buona conoscenza.

Per capire a quale punto del cammino si è arrivati si può ricorrere alla “teoria delle 5 abilità”, che sono tuttavia delle tappe non definite in maniera assoluta e in ognuna delle quali la permanenza dipende esclusivamente dall’impegno e dallo studio del praticante.

In realtà il 5° livello di abilità non è l’ultimo, perchè è possibile continuare a studiare e a scoprire nuove abilità all’infinito. In realtà però, l’unico limite di un praticante è la fine della propria vita.

La rappresentazione della piramide relativa alle 5 abilità del Gong Fu

 

  • Il punto di intersezione mediano tra la base e l’altezza indica l’inizio della pratica
  • La linea con andamento oscillante segna l’andamento del percorso attraverso i vari livelli di “Gong fu”
  • Dal primo al terzo livello i contorni delle aree sono trattegiati. Ciò significa che il praticante può anche finire fuori strada (all’esterno della piramide, .ndt) se non seguito da un buon maestro.
  • Dal terzo livello in poi i lati della piramide sono continui e ciò sottolinea, anche in relazione al punto precedente, come da qui in poi il praticante è in grado di proseguire il proprio percorso da solo.
  • Le frecce indicano, quei momenti in cui è possibile smarrire la via del “Gong fu”.

 

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

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