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Il terzo livello del Gong Fu

Al primo livello dell’apprendimento del Taijiquan, la concentrazione deve stare più sulla postura e i movimenti di base (i cosidetti “fondamentali”), al secondo livello l’attenzione deve essere prestata principalmente alla coordinazione del corpo sia interna (Nei Dan) che esterna (Wai Dan) per far fluire liberamente il Qi (energia interna).

Al terzo livello dell’apprendimento, la “Yi” (l’intenzione cosciente) sarà l’elemento a cui bisognerà prestare maggiore attenzione.

E’ a questo punto che i movimenti dovranno trasformarsi e passare dai “cerchi grandi” ai “cerchi medi” e, infine ai “cerchi piccoli”. Per capire meglio questi concetti bisognerà approfondire bene la differenza tra movimento “esterno” e “interno”. Infatti, si definisce la grandezza del cerchio in base all’esternalità del movimento o meno e, di conseguenza, in base all’energia interna presente. Un cerchio grande sarà un movimento esterno con poca energia interna, un cerchio piccolo sarà un movimento molto interno con poca energia esterna.

Secondo uno dei classici del Taijiquan:

“La mente genera l’intenzione,
l’intenzione guida il Qi
e il Qi muove l’intero corpo”

Le abilità che bisogna aver raggiunto una volta arrivati al terzo livello del Gong Fu sono le seguenti:

  • Buona coordinazione tra movimenti esterni e interni
  • Ritmicità dei movimenti fluida e senza interruzioni e/o forzature
  • Sincronizzazione delle azioni con il respiro, forzandolo attraverso “l’intenzione” ma in maniera naturale.

Riguardo il respiro, la corretta coordinazione di quest’ultimo può portare ad una capacità di “percezione di se” molto profonda, aiutando a correggersi qualora ci fosse qualcosa di scorretto nella propria pratica.

E’ questo un livello della conoscenza del Taijiquan in cui si può andare avanti da soli, senza avere obbligatoriamente un maestro al proprio fianco. Non si corre più il rischio di andare fuori strada, ma è necessario comunque prestare attenzione a se stessi. E’ in questa fase che, forse per la prima volta, si raggiunge veramente l’integrazione tra corpo e mente.

La migliore delle scelte da fare è, sicuramente, quella di praticare un duro e continuo allenamento, cercando sempre di tenere a mente il fatto che ancora (e forse mai, .ndt) non si è arrivati alla completa conoscenza dell’arte del Taijiquan ma lunga ancora è la strada da seguire.

“Quando esegui il Taijiquan che esso sia perfetto;
non consentire alcuna imperfezione.
La forma deve essere omogenea, senza irregolarità,
e continua, senza che vi sia spazio per alcuna interruzione.

Nella forma lunga il corpo deve muoversi
come lo scorrere cadenzato dell’acqua di un fiume
o come l’avvicendarsi delle onde nell’oceano.”

Finalmente sarà possibile comprendere le applicazioni marziali della forma e avanzare nello studio del Tui Shou. Nella pratica della spinta con le mani (Tui Shou appunto) lo studente sarà adesso in grado, e contrariamente a prima, di cambiare le proprie azioni in base a quelle dell’avversario.

A questo livello dell’apprendimento si potrà iniziare anche lo studio del “Fa Jing”, ovvero le emissioni esplosive di forza, e lo studio delle armi fondamentali del Taijiquan quali spada (Jian), sciabola (dao), lancia (qiang) e alabarda (da dao).

Secondo la teoria di Yin e Yang, in questo momento, il praticante possiede un buon 30% di Yin contro il 70% di Yang.

Per le fonti originali di questo articolo vedi I CINQUE LIVELLI DI ABILITA’ NEL TAIJIQUAN STILE CHEN di Gianna Sabatelli da “Arti d’Oriente” luglio-agosto 2002.

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