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La maggior parte delle arti marziali cinesi affonda le sue origini nella notte dei tempi. E’ ormai accettato all’unanimità che tutte le arti marziali moderne hanno comunque avuto origine da quelle praticate nel tempio Shaolin, da che il monaco Buddista Da Mo (detto anche Bodhidharma) arrivò dall’India nel 527 A.C. circa e, dopo nove anni di meditazione, trasmise ai monaci del tempio due trattati di Qi Gong: l’Yi jin jing (Classico del cambiamento dei muscoli e dei tendini) e lo Xi sui jing (Classico della purificazione del midollo osseo).

Da quel momento in poi l’energia interna (Nei Jin) venne presa in considerazione per l’allenamento nelle arti marziali, chiarendo il fatto che oltre alla forza muscolare (Li) era necessaria una grande forza interna (Qi) per rendere efficaci e “potenti” le proprie tecniche marziali (sia negli stili interni che in quelli esterni).

Prima di allora la storia delle arti marziali era già millenaria.Vari stili e scuole erano già stati creati e approfonditi e altri si erano già persi nel tempo o fusi e/o trasformati in altri.

Ci sono alcuni “stili” (se così possono essere chiamati) antichissimi di arti marziali cinesi che vengono praticati ancora oggi (anche se con alcune importanti modifiche) e che in Cina, come nel resto del mondo, hanno un ampio seguito sia di pubblico che di praticanti.

Queste antiche arti marziali sono il Sanda (anche detto San Shou) e lo Shuai Jiao (anche detto Lotta cinese). Molte delle tecniche relative alle arti marziali moderne sono state mutuate da queste ultime.

Il Sanda

Il Sanda è una antica arte marziale cinese altrimenti chiamata anche con il nome San Shou (pressapoco “mani alla rinfusa”), termine che viene generalmente associato al Sanda (appunto) o, più diffusamente, alle tecniche di lotta delle arti marziali in genere.

Molto simili sono il Kick Boxing occidentale e il Muay Thai (o boxe thailandese), arti marziali che sicuramente molto hanno appreso dalle tecniche e dalla tradizione del Sanda.

Altri nomi utilizzati per il Sanda sono: Xiangbo (lotta contro l’altro), Shou-Bo (lotta con le mani), Bian (impetuosità), Baida, Shou-zhan (battaglia con le mani).

Nella nostra epoca il Sanda è stato codificato a partire dagli anni ’60 con nuove regole, per evitare danni fisici gravi ai combattenti impegnati negli incontri.

Arte marziale dinamica e, a volte, molto violenta, nel Sanda “moderno”, a differenza del passato non sono ammessi colpi di ginocchio, di gomito o leve articolari. Il resto dei colpi possibili è, quindi, ammesso.

I contendenti, che gareggiano su di un ring chiamato “Leitai”, indossano inoltre protezioni per le varie parti del corpo (testa, mani, torace,genitali e bocca). Fino a qualche anno fa venivano inclusi anche i paratibie (mentre gli incontri di Sanda italiani li prevedono ancora).

Storicamente il Sanda ha origine molti secoli fa, tanto che si pensa che le società primitive già praticassero questo tipo di combattimento. Le prime fonti documentate descrivono incontri di Sanda già nel “periodo delle primavere e degli autunni” e “degli stati combattenti” (720-221 A.C.).

In questo periodo l’arte marziale si identifica con il nome di “Leitai” che, come già detto indica la parola ring. Tali incontri avevano ben poco delle tecniche moderne e, a quanto pare, venivano ammesse anche armi. Molto spesso il combattimento si concludeva con la morte, il ferimento o la menomazione grave di uno dei due contendenti.

Durante la dinastia Song (960 D.C. – 1279 D.C.) e fino alla dinastia Qing (1644 D.C. – 1911 D.C.), il Sanda veniva ampiamente praticato dalla popolazione, sopratutto in feste e sagre paesane dove venivano organizzati dei tornei liberi e dove, a quanto pare, molto forti e presenti erano anche le donne.

In tempi più moderni, i tornei di Sanda vennero giudicati troppo cruenti tant’è che, riunite le maggiori scuole, le regole dei combattimenti vennero modificate verso un criterio di sicurezza maggiore.

Guarda un’incontro di Sanda da Youtube

 

Lo Shuai Jiao

L’origine della lotta libera cinese si perde nella notte dei tempi, ma è sicuramente nelle regioni del Nord che ha avuto il suo inizio. Per le sue specifiche caratteristiche lo Shuai Jiao viene inserito in un contesto diverso da tutte le altre arti marziali cinesi.

Tanti sono i nomi che sono state dati nel tempo allo Shuai Jiao. Si pensa infatti che in passato venisse chiamato Jiaoli (“fare ogni sforzo con le corna”) oppure Jiaodi (“opporsi a qualcuno con le corna”) oppure Xiangpu oppure Zhengjao (“competere e cadere”).

Lo “Jiaodi” veniva indicato già nel 2687 A.C. per definire un tipo di lotta che veniva praticato con indosso dei copricapi sormontati da corna (da questo il significato della traduzione di cui sopra). L’imperatore giallo includeva la lotta libera nell’addestramento delle sue truppe, così come veniva fatto durante la dinastia Zhou, ma con il nome di “Jiaoli”.

Lo “Jiaoli” comprendeva varie tecniche di combattimento tra le quali “colpire”, “sottomettere” e “bloccare l’avversario”. Per la sua antica tradizione e per la completezza delle sue tecniche è molto probabile che la lotta libera cinese (assieme al Sanda) sia alla base della stragrande maggioranza delle arti marziali cinesi più recenti.

Il termine moderno di “Shuai Jiao” fu scelto nel 1928 dall’accademia delle arti marziali di Nanchino (Zhong Yang Guo Shu Guan). Lo Shuai Jiao è oggi molto popolare tra le popolazioni di etnia mongola e fa parte dell’addestramento regolare di polizia e militari cinesi.

In passato le maggiori fucine di talenti nascevano in ambito imperiale e precisamente durante la dinastia Qing. Era infatti nella Shanpuying (la scuola di addestramento delle guardie imperiali) che i migliori atleti si formavano.

In realtà lo Shuai Jiao, così come è possibile vederlo oggi, è un misto di tecniche di lotta mongole e mancesi adattate al contesto culturale e sportivo cinese.
 

Guarda un’incontro di Shuai Jiao da Youtube

 

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